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impianti per negozi

Impianti per negozi. Tarantola sceglie Cuprum.

Parlando di impianti per negozi, oggi vi raccontiamo di Tarantola e del lavoro che Elettromeccanica Cuprum ha fatto per la catena bellunese che si occupa di cancelleria e materiale artistico.

Prima però di dirvi cosa abbiamo fatto noi, vi diciamo chi sono loro.
Tarantola (link in altra scheda a  nasce nel 1992 a Belluno. Si occupa di vendita all’ingrosso di materiali per la cancelleria, la scuola e l’ufficio. Dal 2010 ha aperto anche un’area dedicata alle belle arti, con prodotti per gli artisti: cavalletti, tele, pennelli, colori e tutto il necessario per dare voce allo spirito creativo. Inoltre dal 2008 Tarantola ha trasformato la vendita al dettaglio, mantenendo i prezzi dell’ingrosso, facendo così risparmiare ai propri clienti oltre il 50% sugli acquisti.

Tarantola, 3 sedi un unico installatore: Cuprum.

La sede principale di Tarantola si trova a Belluno. La secondogenita a Conegliano ed è grande il doppio. La terza verrà aperta tra poco a Pordenone (e questa è grande il quadruplo della prima).

Noi di Elettromeccanica Cuprum abbiamo lavorato in tutte le tre sedi di Tarantola, occupandoci dell’impiantistica, dell’installazione dei sistemi di rilevamento incendio e antintrusione, della video sorveglianza, con le telecamere TVCC e del sistema di trasmissione dati.

Il titolare, Federico Tarantola, ci spiega perché col passare degli anni ha continuato ad affidarsi a noi di Elettromeccanica Cuprum:

“Perchè abbiamo sempre scelto Cuprum? Semplicemente perchè sono i migliori. Lo dico non perchè mi abbiano chiesto di farlo, ma perché è la verità.
Il materiale che Elettromeccanica Cuprum fornisce è di alta gamma (non sotto marche) a prezzi concorrenziali. Il personale è altamente qualificato: veloce e preciso. Non c’è mai stato nessun intoppo nella realizzazione degli impianti e nell’installazione dei sistemi di sicurezza, di rilevamento incendi e di trasmissione dati.

I ragazzi di Cuprum hanno lavorato nella sede di Pordenone, per tre giorni, anche di domenica, in pieno agosto. Le altre ditte a cui avevo chiesto un preventivo mi hanno risposto dicendomi che non sarebbero riuscite ad ultimare il lavoro in meno di 15 giorni. Voi chi avreste scelto?”

Stai cercando il giusto installatore di impianti per il tuo negozio?

Contattaci. Rispondiamo in 24 ore.

 


Incentivi per acquisto di auto elettriche

Incentivi auto elettriche: possono fare la differenza?

Incentivi per l’acquisto di auto elettriche, sviluppo dell’infrastruttura urbana, politiche di promozione e sensibilizzazione riguardo le problematiche ambientali.
Ecco la formula che ha portato la Norvegia ad essere un leader in Europa nel settore delle auto elettriche.

Norvegia, un esempio per tutti

In Norvegia un’auto su tre è un veicolo con motore completamente elettrico, vale a dire il 40% del totale. L’obiettivo è quello di arrivare al 100% di auto elettriche, entro il 2025.  Questa fiducia nella crescita è giustificata dai progressivi e costanti acquisti, fatti dai cittadini norvegesi negli anni, che mostrano un grande interesse per questo nuovo tipo di mobilità.

Il motivo del successo dei veicoli elettrici in Norvegia sta soprattutto negli incentivi che lo Stato offre: chi acquista una macchina elettrica della grandezza media risparmia con le sovvenzioni almeno 5.000 euro, oltre ad avere enormi sconti sulla tassa di circolazione e agevolazioni sulle assicurazioni. Se poi l’auto elettrica è davvero grande il risparmio va oltre i 9.000 euro.

Il problema che ora la Norvegia deve affrontare è riuscire ad offrire una rete ben strutturata di colonnine elettriche per la ricarica dei veicoli, dato che il 60% dei cittadini non dispone di un garage dove poter installare una colonnina privata e quindi è necessario aumentare le postazioni lungo le strade del Paese.

La soluzione è, in parte, già in fase di attuazione grazie alle normative e agli investimenti che il Governo stesso ha pianificato per le prospettive di sviluppo.

Incentivi auto elettriche, non solo la Norvegia

La Svezia ha deciso di investire molte risorse per rendere i propri trasporti più efficienti ed ecologici, partendo da un investimento iniziale di 700 milioni di corone a cui poi sono stati aggiunti altri 500 milioni. Tali fondi saranno utilizzati sia per la creazione di postazioni di rifornimento elettriche (e non solo), sia per migliorare treni, autobus, car-sharing e car-rent.

In Olanda, altra nazione all’avanguardia sul tema delle auto elettriche, mette a disposizione dei suoi cittadini un bonus di 10.500 euro per l’acquisto dei nuovi veicolo. Questo perché il Governo olandese si è prefissato l’obiettivo di vietare la vendita delle auto a benzina e a diesel entro il 2035.

Anche la Francia ha obiettivi simili, seppur nel 2040. L’azienda Renault è già impegnata in questo tema da anni e non vuole farsi scappare l’occasione di essere leader nel mercato delle auto elettriche, tant’è che dal 2009 è impegnata nella ricerca per lo sviluppo di veicoli completamente elettrici e ibridi.
Inoltre la Francia nel 2016 si è distinta per numero di immatricolazioni di veicoli elettrici (27.307), battendo pure la Norvegia (seconda classificata con 24.221 nuove immatricolazioni).

Infine anche Germania e Regno Unito hanno dato il loro contributo con un numero medio di 12.000 nuovi veicoli.

Ora c’è da sperare che anche gli altri governi europei capiscano l’importanza di questa nuova mobilità e si muovano, puntando a raggiungere obiettivi quanto più simili a quello norvegese. I dati sulle auto con motorizzazione ibrida, sono molto incoraggianti: dal 2016 sono aumentate del 61% in tutta Europa.

Incentivi auto elettriche, Cina e USA

Nel resto del mondo grandi potenze mondiali come Cina e USA stanno facendo crescere il mercato delle auto elettriche grazie ai grandi investimenti che stanno operando.

Per esempio la Cina, oltre a offrire un bonus fino a 7.000 euro per l’acquisto di un veicolo elettrico, può contare su 600 mila vetture. Mentre negli Stati Uniti, a parità di bonus, ci sono 115 mila immatricolazioni completamente elettriche.

Incentivi auto elettriche in Italia?

L’Italia purtroppo non riesce a stare dietro le medie europee per quanto riguarda la crescita dei veicoli elettrici, seppur ci siano degli esempi di regioni e città che incentivano l’uso e la dei veicoli elettrici, grazie ai finanziamenti sia europei che regionali.

Uno di questi esempi è la provincia di Bolzano, dove sono previsti infatti ben 4.000 euro sia per cittadini che per imprese, metà a carico della Provincia e metà a carico dei rivenditori.
Sulle strade dell’Alto Adige sono già presenti circa 35 stazioni di ricarica, ma se ne prevedono almeno 20 all’anno in più dal 2018.

A livello nazionale, i primi incentivi sulle auto elettriche sono arrivati nel 2011, grazie ad un investimento di 60 milioni di euro spalmati dal 2011 al 2015, che prevedevano un tetto massimo di 5.000 euro nel 2012, calati poi a 3.000 euro nel 2013 e a 2.000 euro nel 2014 ed infine a 1.000 euro nel 2015.

Le esperienze di Norvegia e Svezia fanno capire come se ci fossero maggiori fondi e una progettazione dei piani di sviluppo più oculata e a lungo termine, si potrebbe fare molto di più.

L’Italia è uno dei paesi con il più alto tasso di macchine per persona in Europa.
Se si facesse maggiore promozione ed informazione su questo tema, potremmo essere tra le nazioni che stanno scegliendo una vita di smart ed ecologica, dando una bella spinta a questo mercato.

Ad oggi gli incentivi previsti per l’acquisto di un mezzo elettrico in Italia sono:

  • esenzione dal pagamento del bollo nei primi 5 anni, dal 6° ne paghi 1/4 rispetto ad un’auto a benzina con gli stessi cavalli fiscali;
  • entrata libera in tutte le ZTL delle grandi città;
  • esenzione dal pagamento nei parcheggi delimitati da strisce blu.

Retrofit, come ti cambio l’auto

Infine, lo Stato italiano ha finalmente legalizzato il Retrofit, ossia la conversione di un veicolo da benzina o gas ad elettrico, senza la necessità di doverlo re-immatricolare, grazie a dei kit omologati.

La procedura per questa operazione prevede l’installazione delle batterie, del supporto di ricarica e il cambio di motore.

Il costo è poco inferiore ai 10.000 euro e permette di convertire la propria vecchia auto in un veicolo elettrico più efficiente. La spesa è poi ammortizzata dai costi inferiori che ci saranno nella gestione dell’auto: la manutenzione (motore e cambio olio), si evita di dover rottamare la propria auto e si possono vendere i pezzi ancora utilizzabili nel mercato dell’usato.

Il futuro della mobilità è elettrico

Sebbene in Italia ci sia ancora molto da fare in questo settore, nonostante l’impegno delle grandi industrie e delle stesse case produttrici di auto, i vantaggi nell’utilizzo di un’auto elettrica sono molti.

I vantaggi

  • I costi per muoversi con le auto elettriche sono decisamente inferiori rispetto al benzina (se non quasi nulli nel caso si abbiano dei pannelli fotovoltaici con la colonnina di ricarica a casa).
  • Il modo in cui si vive questa mobilità è simile a quello del cellulare: si ricarica l’auto a casa, magari di notte, mentre riposiamo. Oppure, durante l’orario di lavoro, lasciata nei parcheggi con la colonnina di ricarica. In questo modo il veicolo è sempre pronto e non c’è bisogno di fare la classica tappa per il rifornimento.
  • L’impatto ambientale è sicuramente inferiore.  È vero che l’emissione di CO2 nella produzione delle batterie delle auto elettriche è ancora alta, ma l’utilizzo di veicoli a benzina (e in parte anche a diesel) esercita un impatto ambientale, sia in fase produzione, sia per l’estrazione e la raffinazione del carburante, molto maggiore.
  • L’autonomia. Ci sono numerosi veicoli, acquistabili già oggi, come ad esempio: la Renault Zoe, che fa 400 km con una carica; la BMW i3, citycar con autonomia di 200 km; e la più famosa Tesla S che arriva fino a 600 km.

Le aziende che ci credono

Molte aziende iniziano a proporre le proprie soluzioni per rendere sostenibile l’utilizzo di auto elettriche. Ad esempio, è notizia di pochi giorni fà l’idea della Toyota di utilizzare le batterie avanzate dai suoi veicoli per creare delle stazioni di ricarica rapida.

Un secondo esempio viene da Tesla che sta cercando di installare le proprie colonnine di rifornimento in più luoghi possibile per garantire ai suoi clienti delle tariffe di ricarica agevolate (se non gratuite per i primi anni).

Tra le aziende che credono ad una nuova mobilità, pulita e alla portata di tutti, ci siamo anche noi di Elettromeccanica Cuprum che abbiamo già installato tre colonnine per la ricarica elettrica, nel Comune di Belluno.

 

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Altrimenti se ti servono informazioni non esitare a contattarci. Rispondiamo in 24 ore!

 


colonnine elettriche per auto elettriche

Colonnine elettriche, l’inizio della mobilità smart.

Nel Piano Nazionale Italiano è previsto, entro il 2020, l’adeguamento delle colonnine elettriche (o wall-box) dedicate alla ricarica di mezzi elettrici. Si spera, infatti, di riuscire a garantire sul suolo nazionale un numero di stazioni tale da servire 130.000 veicoli.

Colonnine elettriche, cosa dice la legge.

Il decreto ministeriale relativo all’adeguamento edilizio, aggiornato nel dicembre 2016, prevede, sintetizzando, la predisposizione obbligatoria di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici, (ma anche quelli che sfruttano il gas naturale e l’idrogeno) negli edifici non residenziali superiori ai 500 mq.
Ma anche negli edifici residenziali abitativi con un numero pari o maggiore di 10 unità, includendo sia quelli nuovi che quelli in fase di restauro.

L’installazione di questi allacci, per delle future stazioni di ricarica, è pensata nelle aree di sosta dei veicoli e prevede un numero di colonnine pari o superiore al 20% dei parcheggi totali.
Un’ottima notizia che offre uno stimolo in più a chi sta già pensando di passare ad un’auto elettrica.

Colonnine di ricarica, dubbi e risposte.

La manovra del Governo, rientra in un piano molto più ampio, di adeguamento nazionale agli standard Europei previsti per l’abbattimento delle emissioni CO2, e non solo. Tant’è che molte grandi aziende sono disposte a investire grossi capitali per arrivare agli obiettivi del 2020.
Anche noi di Elettromeccanica Cuprum stiamo facendo la nostra parte come già dimostrato nel territorio Bellunese.

Oggi sono le aziende a favorire la crescita di questo mercando, facendo fronte ai dubbi e alle perplessità che i cittadini hanno nei confronti dei veicoli elettrici, giustamente comprensibili data la scarsa chiarezza di informazioni che c’è in questo settore.
Le preoccupazioni circa le prestazioni in termini di autonomia di questo tipi di veicoli e la paura di non poter avere la garanzia di un servizio di rifornimento, sembrano giustificati.
Ma la realtà è diversa.

  • Nel 2018 la maggior parte dei veicoli elettrici avranno un’autonomia tra i 500 km e i 700 km.
  • Oggi esistono già molti veicoli elettrici, usati come citycar, perfetti per l’uso quotidiano, soprattutto nelle grandi città.
  • Molte aziende che si occupano del settore energetico e automobilistico stanno inserendo le proprie basi di ricarica nelle varie città d’Italia (e non solo).

Molti stati europei, soprattutto nel Nord Europa, hanno già alzato di molto la media di auto elettriche presenti nelle loro città, grazie ai giusti investimenti e ai generosi incentivi messi a disposizione dai Governi.
Per adesso sono effettivamente dei pionieri e degli esempi da seguire, per capire cosa significhi una mobilità smart basata sulle fonti rinnovabili.

Colonnine elettriche, la situazione italiana.

In questo momento gli italiani, sentendo sulle proprie spalle la responsabilità ambientale, stanno scegliendo sempre più veicoli ibridi (metà elettrici con il sistema plug-in e carburante fossile).

Molte aziende, insieme ai comuni delle grandi città, stanno puntando, con successo, sulla mobilità smart, grazie al car-sharing e al car-rent ma anche con le stazioni di ricarica per le auto elettriche. L’obiettivo è duplice: salvaguardare l’ambiente e spingere gli automobilisti verso una mobilità elettrica ed ecologica.

Colonnine elettriche, gli incentivi in Italia

Il Governo Italiano ha previsto delle agevolazioni circa l’acquisto di un’auto elettrica, anche se servirebbero delle proposte più incisive per favorire la crescita di questo mercato.
Inoltre, in ambito regionale, ci sono diversi bandi che mettono a disposizione dei fondi europei per l’installazione privata di colonnine elettriche al fine di ricaricare il proprio veicolo.

L’impegno di Cuprum per il futuro.

Colonnina di ricarica Cuprum installata a Belluno

Colonnina di ricarica Cuprum installata a Belluno

Elettromeccanica Cuprum da sempre presta molta attenzione ai temi ambientali, puntando sul rinnovabile e proponendo diverse soluzioni che permettono di vivere in maniera ecologica la propria quotidianità.

Crediamo che, soprattutto nelle realtà come il Bellunese, dove il rapporto con l’ambiente naturale è più stretto, puntare sulle rinnovabili sia un obbligo.

D’altronde la nostra posizione in questo ambito è chiara: abbiamo già installato alcune colonne di ricarica a Belluno per favorire la mobilità con mezzi elettrici e abbiamo fondato un servizio di e-bike rent per permettere di visitare il nostro territorio in modo facile, divertente ed ecologico.

Se sei interessato a rimanere informato sugli sviluppi di questo settore, ti invitiamo a leggere gli altri articoli del nostro blog.

Altrimenti se vuoi informazioni su possibili incentivi statali da richiedere per il tuo impianto fotovoltaico o la tua colonnina di ricarica contattaci pure! Rispondiamo in 24 ore.

 


impianti per attività commerciali

Impianti per attività commerciali: Kiwi Sports ha scelto Cuprum per i suoi 18 negozi.

Oggi incontriamo uno dei nostri più fedeli clienti. Uno che nel suo lavoro ci crede moltissimo. Uno che ha fatto della passione per la montagna un vero e proprio stile di vita. Devis Zasso, proprietario di Kiwi Sports, la catena di negozi per l’outdoor che tutti noi amiamo.

Come abbiamo detto Kiwi Sport è nostro fedele cliente e lo affermiamo con vanto e soddisfazione. Non solo perchè Devis e tutto il suo staff sono persone simpatiche e cordiali, ma proprio perché i numeri parlano chiaro.
18 punti vendita dislocati tra le province di Trento, Bolzano e Belluno. Due in Austria e altri due di prossima apertura, a San Vito di Cadore e Tione.

Per realizzare gli impianti elettrici e per installare i sistemi di videosorveglianza e antintrusione, per ognuno di questi negozi, Kiwi Sports ha voluto i tecnici di Elettromeccanica Cuprum.

 

Perché scegliere Cuprum?

Abbiamo chiesto a Devis di spiegare perché abbia scelto, con continuità, Elettromeccanica Cuprum, per l’installazione di tutti gli impianti dei suoi negozi e ci ha risposto così: “I tecnici di Cuprum sono molto veloci e per un nuovo negozio di media metratura in 2 settimane riescono a consegnare: impianto elettrico, luminarie, videosorveglianza e antintrusione. Tutto chiavi in mano. I competitor non riescono a fare altrettanto, nello stesso lasso di tempo”.

Poi aggiunge: “I ragazzi di Cuprum sono molto seri nello svolgere le installazioni e le prove tecniche. Inoltre sono anche disponibili per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Persone di cui fidarsi insomma”.

Kiwi Sports, una storia di successo.

Per chi non conoscesse Kiwi Sports ecco qui una breve storia che racconta questa vivace realtà.

Kiwi sports nasce ad Alleghe il 14 Dicembre 1996 con un negozio posizionato di fronte agli impianti di risalita. Per i primi anni di attività il negozio si è specializzato nella vendita, noleggio e riparazione degli sci per il periodo invernale. Durante l’estate invece è stato il punto di riferimento per chi cercava abbigliamento e scarpe da trekking, oltre a tutti gli accessori (anche quelli più specifici per la ferrata e l’arrampicata).

Con il passare degli anni l’attività di Kiwi Sports si è indirizzata  sempre più nella vendita di abbigliamento, calzature ed accessori per l’outdoor e per il running, tralasciando la vendita dell’attrezzatura (e di conseguenza il noleggio e la riparazione).

Infatti dal 2007 è iniziata l’espansione di Kiwi Sports, con l’apertura delle filiali di Belluno, Feltre e Trento e il progressivo avvicinamento alla provincia di Bolzano. Oggi Kiwi Sports conta 18 negozi attivi di cui 2 in Austria.

Quale è il segreto di un successo come quello di Kiwi Sports? Senza dubbio la preparazione del personale e la vasta scelta di prodotti offerti alla clientela. Ma anche lo sviluppo di un brand Kiwi Sports a marchio Alpenplus che tratta abbigliamento, scarpe ed accessori per l’outdoor e il running. Prodotti tecnici, pratici e alla moda, dedicati non solo agli specialisti dell’outdoor, ma da portare ogni giorno, in diverse occasioni.

Certo da Kiwi Sports non troverete l’abito lungo o lo smoking, ma una linea d’abbigliamento esclusiva con un rapporto qualità prezzo vincente, che nessuna marca concorrente può darvi.

Visitate i negozi Kiwi Sports, per vedere dal vivo il lavoro che Elettromeccanica Cuprum ha svolto e per regalarvi un po’ di meritatissimo shopping.

Poi se vi serve anche un preventivo per tutti i nostri servizi, non esitate a contattarci. Rispondiamo in 24 ore.

 


Noleggio e vendita bici elettriche a Belluno

Cuprum ha lanciato Ebike.rent, il tuo partner per il noleggio o l’acquisto di una bici elettrica. Grazie alla sua sede a Belluno, nel parco delle Dolomiti Bellunesi, Cuprum è il partner ideale per organizzare una vacanza green&smart, all’insegna dell’aria pura e del divertimento, per qualunque fascia d’età. Sfruttando gli itinerari indicati sul sito ebike.rent e le nostre bici elettriche a pedalata assistita, i passi e le valli dolomitiche diventano accessibili non solo agli sportivi ma anche a famiglie, bambini e persone di ogni età. E tu cosa aspetti? Prenota la tua ebike e vivi le dolomiti!


curiosità energia

Le 7 cose che non sapevi sull’energia

Lo sapevi che non è vero che gli elettrodomestici in standby non consumano energia? E che se potessimo catturare tutta l’energia solare che raggiunge la terra in un solo minuto, il fabbisogno energetico mondiale sarebbe soddisfatto per un intero anno? Queste e altre curiosità sull’energia per voi da Cuprum

Quelle che hai appena letto sono solo due delle cose che probabilmente non sapevi sull’energia. Ma tranquillo: ci pensiamo noi a sfatare qualche mito e a darti qualche dato che forse non conoscevi. Perché risparmiare energia non significa solo avere una bolletta meno cara, ma come prima cosa vuol dire essere consapevoli di cosa fare per salvaguardare il pianeta, anche nel nostro piccolo.

Eccovi qualche chicca sull’energia elettrica…buona lettura!

1. Tutti noi sappiamo che le lampadine a led consumano meno di quelle classiche a incandescenza. Ma in che misura? Devi sapere che nelle vecchie lampadine solo il 10% dell’energia prodotta viene utilizzata per illuminare: il restante 90% si disperde in calore! Le lampade a risparmio energetico a led, invece, hanno letteralmente invertito questo rapporto.

 

2. Lo sapevi che i fulmini e le loro potenzialità vengono studiati da fior fior di scienziati da molto tempo? Si cerca in essi la possibilità di catturare e immagazzinare energia elettrica. Per ora non si è ancora riusciti a trovare il modo, materiali inadeguati, difficoltà nel creare un adeguato sistema di accumulo e l’impossibilità di prevedere dove “cadranno” le scariche rappresentano però i principali ostacoli.

 

3. Come anticipato nell’introduzione, è ora di sfatare un mito: la maggior parte degli elettrodomestici consuma energia anche quando è in standby. Pensa: negli Stati Uniti gli apparecchi elettronici in standby consumano più energia di quanta ne riescano a produrre tutti gli impianti fotovoltaici del paese! Schiacciare il pulsante di spegnimento, mi raccomando 🙂

4. L’ora legale è una risorsa davvero importante per la terra. Quando in primavera spostiamo un’ora in avanti le lancette dei nostri orologi, guadagniamo di fatto un’ora di luce! Il Sun Magazine riporta che nel 2008 ci sono state quattro settimane in più di luce grazie all’ora legale: gli scienziati hanno dimostrato che abbiamo risparmiato lo 0,5% di elettricità proprio a grazie ad un semplice giro di lancette. Ti sembra poco? Bè, ti sbagli, perchè stiamo parlando di 1,3 miliardi di kilowattora, cioè la quantità totale di energia elettrica consumata da centomila case in un intero anno.

5. Brutte notizie: la forte crescita delle economie emergenti, comporterà un aumento del consumo mondiale di energia del 55% da qui al 2030.  

6. Lo sapevi che se avessimo la possibilità di catturare tutta l’energia solare che raggiunge la superficie della terra in un minuto soltanto, saremmo in grado di soddisfare il fabbisogno energetico dell’intero pianeta per un anno intero?

7. Un’ultima curiosità: anche i nostri corpi generano energia. Vuoi un esempio divertente? Se un uomo urlasse ininterrottamente per 8 anni, 7 mesi e 6 giorni, produrrebbe abbastanza energia per riscaldare una tazza di caffè. Sorprendente, no?

Fonte: ispirato al blog di Acotel. 


Fotovoltaico: risposte alle domande che tutti si pongono

Si parla sempre di più di impianti fotovoltaici e le persone iniziano ad informarsi spontaneamente perché si è compresa la necessità di contribuire alla salvaguardia del nostro pianeta, anche nel nostro piccolo.
Ma ci sono dei dubbi relativi a questi impianti che quasi tutti hanno. Elettromeccanica Cuprum è qui per sfatare questi “miti”…e diteci la verità: non sono domande che vi siete posti anche voi? Buona lettura!

La grandine rovina gli impianti fotovoltaici?

Fare in modo che l’impatto della grandine sul pannello non lo rovini, è una priorità dei progettisti. Infatti, in fase di progettazione, uno dei test che i pannelli fotovoltaici devono superare per far sì che il pannello venga commercializzato con il regolare certificato, è proprio quello sulla sua resistenza alla grandine di grosse dimensioni (2,5 cm di diametro almeno).

Come faccio a scegliere la potenza del mio impianto fotovoltaico?

Spesso si pensa che la potenza dell’impianto fotovoltaico di cui abbiamo bisogno dipenda da fattori quali la grandezza della casa, o il numero di persone che vi abitano. Sbagliato! La potenza dell’impianto dipende, ebbene sì, dalle nostre abitudini energetiche. Per cui basterà che controlliate le bollette dell’energia elettrica per scoprire quanti kWh consumate annualmente e, di conseguenza, scegliere la potenza del vostro impianto fotovoltaico.

Quanta CO2 riduce un impianto fotovoltaico?

Gli studi parlano chiaro: la quantità di anidride carbonica e di altri gas inquinanti prodotti da un sistema fotovoltaico è pari a circa 0,35 kg per ogni kwh. Comparando questo dato alla quantità emessa dalle vecchie energie, porta ad un risparmio di CO2 in un anno di circa 780 kg per ogni chilowatt di picco installato. Se si considera che un impianto fotovoltaico dura mediamente 30 anni, quanti gas inquinanti di evitano?  Circa 23.400 kg per ogni Kilowatt di energia fotovoltaica. Non male, eh?

Come deve essere orientato l’impianto fotovoltaico perche’ renda al meglio?

L’orientamento ideale dell’impianto fotovoltaico è di circa 30 gradi verso Sud, ma anche con angoli di 20 o di 40 gradi la produzione rimane molto simile all’ideale, così come nel caso in cui il tetto non guardi a Sud, ma sia orientato verso Est o ad Ovest. L’importante è che non sia rivolto a Nord: in questo caso l’impianto solare è ovviamente inutile!

 

Oltre ai nostri clienti, ci siamo ispirati anche agli Specialisti del tetto per individuare queste domande comuni.


Riscaldamento a infrarossi: come funziona e cosa cambia

Da tempo ormai vendiamo i pannelli riscaldanti della Redwell, e lo facciamo con una certa soddisfazione perchè secondo noi si tratta davvero di un buon prodotto. Ma vediamo alcuni dettagli nello specifico

Come funzionano i pannelli riscaldanti a infrarossi?

Le onde di calore a infrarossi si possono sentire ma non si possono nè odorare, né tanto meno vedere. Una prima spiegazione al riguardo si trova già nel nome: il prefisso “Infra”, derivato dalla radice latina, significa “al di sotto di” ma anche “al di là”. Questo prefisso è un indizio che suggerisce che, parlando di infrarossi, ci si riferisca a radiazioni elettromagnetiche, che si collocano sotto il rosso nello spettro elettromagnetico. Esse si trovano quindi in un campo che l’occhio non può vedere, collocato tra 780 e un milione di nanometri. Per poter immaginare meglio le dimensioni di cui parliamo: un nanometro è 70.000 volte più piccolo rispetto a un capello umano. Chiaramente l’occhio umano non lo può vedere! I raggi infrarossi non sono quindi visibili. Ciononostante noi sappiamo che ci sono, si possono infatti sentire sulla pelle, grazie ai sensori di cui il nostro corpo è dotato.

I raggi a infrarossi lavorano sulla base di radiazioni C a infrarossi delicati e a grande lunghezza d’onda, che pervadono l’aria e riscaldano corpi solidi.

La differenza è nell’aria.

Cosa cambia rispetto ai comuni metodi di riscaldamento?

Al contrario del riscaldamento tradizionale, i sistemi Redwell ad onde di calore non riscaldano solamente l’aria, ma anche le pareti. Queste ultime trattengono molto più a lungo il calore rispetto all’aria e successivamente la rilasciano negli ambienti. In questo modo le pareti rimangono asciutte e non si ha formazione di muffa. Inoltre, non ci sono movimenti convettivi dell’aria che risulta quindi priva di polvere.

Fonte: Redwell.

Per maggiori informazioni visitare questa pagina oppure contattaci!


Gli elettrodomestici di casa nostra: quanto consumano?

Il consumo prodotto dagli elettrodomestici più comuni, quelli cioè che ognuno di noi bene o male utilizza in casa propria, varia in base a diversi parametri: la dimensione, la classe energetica di appartenenza e anche in base alle condizioni di utilizzo come la temperatura esterna, la presenza o meno di polvere, l’umidità, e via dicendo…

È insomma molto difficile dire con esattezza quanto consuma uno specifico elettrodomestico; però è possibile fare una stima. E siccome siamo convinti che la consapevolezza sia il primo passo per trattare bene il nostro pianeta e per risparmiare qualche soldo in bolletta, abbiamo pensato di condividere con voi la tabella diffusa da informagiovani.com che indica quanto consumano gli elettrodomestici di uso comune.

Consumi elettrodomestici casalinghi

ElettrodomesticoCosto cents/oraPotenza in wattEmissioni di CO2
all'ora in grammi
Lampadina da 60 watt0,66039
Lampadina a basso consumo0,11117
Lampadina alogena3300195
Lavatrice5-30500-3000325-3705
Lavastoviglie7-30700-3000455-1950
Aspirapolvere7-20700-2000455-1300
Condizionatore8-50800-5000520-3250
Televisore0,8-380-30052-195
Phon per capelli8-20800-2000520-1300
Impianto stereo0,6-555-50036-325
Microonde7-21700 - 2100455 - 1365
Computer (portatile e fisso)0,8-3,680-36052-234
Congelatore (dato riferito a un mese, non a un'ora)22-50300-700140-328
Frigorifero (dato riferito ad un mese, non a un'ora)14-50200-70094-328
Asciugabiancheria5-57500-5700325-3705

 

Quando si capisce quanto effettivamente ogni elettrodomestico consuma, poi è più facile decidere come ridurre i consumi!

 

 


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